NUOVO PROGETTO

Dopo l’esperienza avuta nel 2018 mi sono reso conto che per affrontare un’impresa del genere è necessario avere un team adeguatamente preparato e tecnicamente forte oltre che molto affiatato ed è per questo che ho coinvolto diversi amici e conoscenti dalle indubbie qualità tecniche e fisiche adatte ad affrontare la discesa.

Abbiamo pianificato di effettuare la discesa nelle prime due settimane di marzo del 2019. Il team sarà tutto Italiano composto da istruttore di Torrentismo, qualificati sezionali di Torrentismo, membri del soccorso alpino, operatori della Croce Rossa Italiana e guide Canyon in totale 10 persone, 9 uomini e una donna.

L’obiettivo della spedizione è Triplice: in primo piano è ovviamente la prima vera discesa integrale in autonomia del Canyon in tutte le sue parti da quota 3600 a quota 900 seguendo la line dell’acqua e senza effettuare baypass. Il secondo obiettivo è quello di rendere il canyon più facilmente percorribile per chi vorrà affrontare la discesa successivamente, installando ancoraggi certificati di ottima qualità in posizioni corrette e riparate protette dalle piene e dagli agenti atmosferici. Il terzo obbiettivo è quello di restituire un profilo completo e dettagliato del canyon integrando e rettificando le precedenti versioni grafiche prodotte allo stato attuale dei fatti. Il progetto è ambizioso ma cercheremo di fare del nostro meglio.

Il Chamje Khola resterà comunque un terreno di avventura nonostante il nostro intervento ma il nostro obiettivo è quello di renderlo più abbordabile a sempre più gruppi che vogliano mettersi alla prova in questa grande avventura.

Il team Italiano partirà alla volta del Nepal il giorni 1 di marzo del 2019 per rientrare in italia il giorno 17 marzo, abbiamo volutamente acquistato voli con date modificabili senza penali per ile date di rientro proprio per aumentare il più possibile le probabilità di avere una finestra di bel tempo ampia adatta all’impresa.

Si sono scelte le date di marzo per vari motivi, il primo è perchè la finestra di bel tempo nel 2018 si è verificata verso la fine del nostro soggiorno (date 2018: 02 – 26/02/18), il secondo fattore che ci ha fatto scegliere queste date è perchè anche il team Francese nel 2011 fece il suo tentativo nel mese di marzo trovando buone condizioni idriche. Il terzo motivo è perchè tendenzialmente e storicamente nel mese di marzo le precipitazioni sono basse e le temperature cominciano ad essere alte e stabili, con soli piccoli rovesci localizzati nelle ore serali e notturne.

Come location per il campo base abbiamo scelto il medesimo Hotel del 2018 ne villaggio di Jagat, per questioni di confort, spazi e connessione WiFi che sembra essere la migliore nella zona. L’hotel è il classico hotel Nepalese di montagna costruito in legno e muratura con sufficienti aree coperte per poter aver un certo confort anche durante i momenti di pioggia e ci consentirà di organizzare accuratamente e minuziosamente tutte le fasi di preparazione della spedizione.

Dal punto di vista logistico il Paese di Jagat è strategico in quando è uno dei più grossi nelle immediate vicinanze rispetto al canyon di Chamje e di conseguenza è il più “rifornito” se così si può dire di generi di prima necessità. Dista circa 30 minuti a piedi rispetto al punto di osservazione della cascata finale del Canyon, utile per monitorare gli umori del mostro. E’ a io minuti dalle pozze di acqua calda , rilassante svago ristoratore.

Dal punto di vista logistico è stato pensato di dividere il canyon, per tutta la sua lunghezza,  in 6 giorni di progressione, con 1 giorno di margine calcolato più eventuale giorno di ulteriore riserva. Organizzeremo al rescue point un incontro con un gruppo di portatori che ci aiuteranno con dei rifornimenti per l’ultimo giorno e mezzo di discesa: Corde in sostituzione di eventuali lesionate, cibo, ancoraggi, batterie carche per i trapani. Nel contempo trasporteranno a valle i materiali non più necessari come batterie scariche, corde lesionate, immondizia e varie ed eventuali.

Ovviamente le date precise della discesa le decideremo in loco dopo aver analizzato tutti i parametri meteo, portata, temperature etc etc, l’idea comunque è quella di entrare il prima possibile così da avere molti giorni di rescue e poter effettuare una progressione non stressante limitando così le possibilità di imprevisto.

Dal promo di febbraio Jari, membro del team, si è recato in avanscoperta per studiare da vicino la situazione e per risolvere le eventuali criticità dell’ultimo momento. Un grane grazie da parte mia e di tutto il resto della squadra per l’impegno e la dedizione dedicata a questo grande progetto.

 

 

 

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