Sandbach discesa nelle profonde viscere della parete nord del’Eiger

Che dire del Sandbach o più comunemente chiamato Eigerbach se non che è una profonda incisione direttamente sotto la parete Nord dell’Eiger, mitica montagna dell’Oberlan Bernese che tanti hanno sfidato negli anni, montagna protagonista di alcuni film tra i quali spicca Assassinio sull’Eiger, titolo originale The Eiger sanction del 1975 con Clint Eastwood, montagna dura per alpinisti temerari!

La forra si trova proprio sotto il piccolo ghiacciaio perenne che convoglia verso valle quasi tutta l’acqua e la neve della parete nord, un profondo stretto e sinuoso corridoio, ambiente molto suggestivo!

Partiamo la mattina da Grindeswald con il treno, si scende alla stazione di Aplingen, il ghiacciaio è subito ben visibile e sembra più vicino di quanto sia in realtà! 45 minuti per arrivare alla partenza della parte classica, altri 20 su terreno molto pendente ed instabile per giungere alla base del ghiacciaio e alla partenza della forra.

E’ subito ben chiaro che il tracciato sarà severo e tecnico, un grande arco di neve e ghiaccio sormonta la parte iniziale della forra, i bordi sono molto sporchi e molti detriti instabili poggiano precariamente su varie cenge, sarà molto importante muoversi delicatamente nella fase di entrata in forra per non fare danni! Installiamo le corde che ci consentono di raggiungere il fondo della forra una 40 mt più in basso, qui subito per farci capire come sarà la giornata troviamo un blocco di ghiaccio grosso come una monovolume incastrato tra le pareti a 2 mt dal fondo, cominciamo bene mi dico!!

Proseguendo affrontiamo una calata da 10 mt che ci conduce in una piccola pozza poco profonda, qui incontriamo il primo e praticamente unico grande ostacolo di oggi, un nevaio alto 10 mt e lungo probabilmente oltre i 50 , ma non ne vedo la fine e quindi non saprei! Varie opzioni mi passano per la testa:

  • Tornare indietro è ancora possibile non abbiamo appositamente disarmato i primi 2 salti proprio per non fare la fine del topo.
  • Passare sopra….. impossibile o quasi, abbiamo i ramponi ed il trapano ma diventerebbe una giornata molto lunga.
  • Passare sotto, se si può sarebbe la cosa migliore , ma non di certo la più rilassante!

Prendo la frontale e mi infilo sotto,  striscio per una quindicina di metri in una parte di forre dove solo il soffitto, alto non più di 50 cm, è fatto di ghiaccio il resto è tutto roccia e acqua, il canyon ad un certo punto si verticalizza, la quota del ghiaccio resta costante e di conseguenza il soffitto si alza, vedo la luce! dai che si passa! do il libera ai miei compagni e torno prendere lo zaino.

Il canyon continua sotto al nevaio pensile stretto, severo e molto bello a tratti illuminato dalla luce che filtra attraverso le aperture del soffitto ghiacciato, sembra vagamente di essere nel Cormor, ma molto più stretto. Continuiamo a fare calate, mai molto alte, in ambiente mozzafiato,archi di ghiaccio e di roccia si susseguono sopra le nostre teste,  tra una cosa ed un’altra in 1.5 h siamo fuori dallo stretto e sotto all’imponente parete nord, un vero spettacolo per gli occhi!

Dopo un breve tratto di marcia in ambiente aperto detritico giungiamo all’inizio della parte classica del percorso, la partenza è in ambiente poco profonda con alcuni risalti non troppo alti e che termina sulla calata più alta del percorso 30 mt.

La discesa è molto più tranquilla in un ambiente simile a quello del Ual Ault Vorab nei Grigioni, stretto , sinuoso, molto cesellato, molte disarrampicate in piccole se non piccolissime pozze, i piedi quasi si incastrano sul fondo a V della forra dove scorre una portata esigua ma in crescita dato l’innalzamento delle temperature. Diverse calate e molti archi di roccia i susseguono rendendo la discesa molto interessante, ma molto faticosa! Non è possibile procedere zaino in spalla, la progressione è più simile a quella speleologica, attraverso un meandro con zaino in mano e tanta fatica, ma la forra merita e quindi va bene!

Tiriamo le somme: parte alta la definirei mozzafiato in tutti i sensi! parte bassa decisamente bella, la somma delle due rende la discesa imperdibile!

Piccola curiosità, all’interno della forra abbiamo trovato uno zaino da alpinismo distrutto di almeno 30 anni fa e uno scarpone da montagna…… direi un ritrovamento decisamente toccante.

 

 

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