Rio Menta + Ogliana di Quarata con prova bivacco

Durante i fine settimana del 22 – 23/07/17 il Team Islandese Vertical Water, con l’aggiunta di qualche amico per un totale di 12 torrentisti, si è dedicato alla prova bivacco in forra, tappa programmata per l’imminente spedizione Islandese.

Abbiamo scelto di fare il lungo concatenamento tra il Rio Menta e L’Ogliana di Quarata che è una bella cavalcata di quasi 5 km per 1410 mt di dislivello, la seconda in Europa per dislivello dopo la Bendola , ma decisamente più continua di quest’ultima, Prima in Europa per il rapporto tra dislivello e sviluppo.

Siamo partiti il venerdì tardo pomeriggio con un pò di navetta e utilizzando il comodo Rifugio Parpinasca per il pernotto, accoglienza calorosa e ottima cena, i gestori sono stati molto gentili e degli ottimi ospiti!

Dopo cena si è tenuta l’ultima riunione operativa per la spedizione Islandese, ultimo incontro tra tutti i membri del team prima di rincontrarsi al campo fase in Islanda il 12 /08/17.

Il mattino seguente dopo una abbondante colazione partiamo carichi come somari! per effettuare l’avvicinamento alla corra che viene calcolato in circa 2 ore e mezza.

Consci del fatto che la parte alta del menta è scarsamente ripetuta e che non più tardi di 2 settimane prima un post allarmista ci aveva indicato che nell’ultimo terzo del Menta gli armi erano insufficienti! Ci siamo portati dietro anche trapano con batterie e armi a sufficienza per scendere in sicurezza tutto il percorso.

Ora apro una veloce parentesi:

  • Gli armi della parte alta del Menta sono vecchi ma comunque doppi e non rovinati da piene.
  • Nella parte mediana del Menta invece abbiano dovuto fare un foro per doppiare l’armo della 45 mt , uno ballava troppo per fidarsi e abbiamo aggiunto un cordino con maglia rapida per ottimizzare la calata, sempre in questa parte del percorso abbiamo sostituito un cordino vetusto e aggiunto una maglia rapida nuova.
  • Nella parte finale del mente, per intenderci quella che si raggiunge con avvicinamento su sentiero dal basso non ho riscontrato grossi problemi sugli armi, non si avvicina ovviamente ad un torrente didattico ma da li a dire che gli armi sono insufficienti, a mio modestissimo avviso, ne passa di acqua sotto i ponti, giusto per rimanere in tema.

Conclusione : attenzione  a  dare sempre informazioni reali.

Continuiamo ora con il racconto, quelle che dovevano essere 2.5 ora alla fine, carichi come eravamo sono diventate 3.5 , ma non fa nulla un pò di allenamento fa bene e i panorami visti ripagano a pieno dello sforzo fatto.

Superata l’alpe Rina e poi l’alpe Menta giungiamo infine a quella che è la partenza del nostro torrente, un rigagnolo d’acqua che si perde tra i ciuffi d’erba dell’alpeggio!

Il menta parte come un lungo scivolone , praticamente tutto disarrampicabile, ricoperto di muschio e con acqua freddissima che congela le mani, per poi terminare in una area aperta caratterizzata da crolli e rocce molto taglienti. Questa prima parte è discontinua e dal dubbio interesse torrentistico!

La conformazione comincia a cambiare quando si raggiunge la confluenza con il Rio Rina in corrispondenza anche di quella che è la calata più alta di tutto il percorso (45 mt). Da qui il percorso comincia ad inforrarsi e presenta diversi divertenti passaggi come toboga e qualche bel tuffo.

Giunti alle ore 18.40 nei pressi della parte inferiore del Rio Menta prendiamo il sentiero e ci accampiamo in una piccola radura utilizzando le amache e i materassini. Ci prepariamo la cena con l’ausilio dei fornelli a gas e ci prepariamo ad una notte umida….. Ed infatti alle 22 comincia a piovere non piove molto ma quel che basta per romper le scatole e bagnare un poco l’attrezzatura da bivacco!

Al mattino, dopo colazione e dopo aver rimpacchettato tutto il campo, partiamo per la discesa della parte terminale del Menta e la discesa dell’Ogliana di Quarata.

A questo punto il percorso diventa veramente bello con passaggi caratteristici e belle pozze con acqua profonda!

Giunti al ponte, che sancisce l’entra ufficiale all’Ogliana, 5 componenti del gruppo decidono di uscire avendo riscontrato problemi fisici, non gravi, a piedi e ginocchia , causati dall’eccessivo peso dello zaino e dal lungo camminare su terreno impervio.

I rimanenti 7 continuano per l’Ogliana ad un buon ritmo , tra alte pareti e passaggi anche molto stretti, fino a giungere per le ore 16.00 alla spiaggia finale e alla fine del percorso.

In conclusione sono convinto che sia stata un ottimo terreno di prova per la squadra, personalmente ho portato a casa una maggiore concezione del mio fabbisogno alimentare per una discesa del genere e quindi potrò calibrarmi meglio per il prossimo campo.

Grazie a tutti della compagnia e della bella avventura!

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