Giorno 2 Karagiannaki Canyon 09/06/17

Giorrno 2

per il primo giorno sull’isola decidiamo di scendere un torrente esattamente dalla parte opposta rispetto alla nostra ubicazione ma, nonostante le strade non siano delle migliori, impieghiamo poco più di venti minuti per raggiungere la destinazione, la caratteristica chiesetta di….. arroccata su una piccola guglia con meravigliosa vista mare.

Parcheggiamo li e facciamo due chiacchere con il proprietario della piccola taverna, solo 8 tavoli, proprio sotto alla chiesetta, che sta preparando la location per il matrimonio che si terrà proprio li il giorno seguente, decisamente intimo ma molto caretteristico.

Ci accordiamo per una sontuosa merendona a fine fatica!

E in effetti un pò di fatica la facciamo pure, infatti il sentiero che conduce alla partenza del nostro percorso e tutto sotto al sole e procede con un saliscendi dove la salita predomina….soprattutto nel tratto finale!

Di certo non ci possiamo perdere… le indicazioni dicono di seguire il tubo nero e noi seguiamo questo lungo serpentone in pvc per almeno 5 km prima di arrivare in quella che è la presa dell’acquedotto, molto improvvisata, ma che determina il nostro punto di partenza; in totale 1,5 ore.

In primis saliamo su una strada percorribile solo da mezzi 4×4 fino a raggiugere una grande cisterna, poi si continua sul sentiero sempre seguendo il tubo dell’acqua.

La salita è a tratti molto ripida, per fortuna i pastori hanno fatto dei piccoli fori nella conduttura, presumiamo un pò per abbeverare le numerose capre che balzellano sul terreno roccioso ed un pò immaginiamo come rudimentali valvole di sfogo per situazioni di sovra-pressione, fatto sta che sono un tocca sana e danno un piacevole refrigerio.

Il torrente parte subito bene con un bel tuffo in acqua limpidissima, lo scorrimento non alto ma di certo consente una piacevole discesa. Si procede con tratti inforrati alternati da tratti pianeggianti , la discontinuità del percorso ci è ben chiara da subito, ma la bellezze delle pozze e qualche bel tuffo ci tengono carichi e ci fanno divertire.

Ad un certo punto , proprio nel poco spazio tra 2 cascate sentiamo belare e vediamo un capretto impaurito e zuppo d’acqua! E’ chiaro che è caduto dalle sponde, che in quel tratto sono alte al massimo una decina di metri, e decidiamo di dargli una mano, visto che da li da solo non sarebbe mai riuscito a tirarsi fuori!

Mentre io appronto una via arrampicata risalendo una sorta di piccolo impluvio laterale, i miei compagni svuotano uno zaino, catturano la bestiola e la preparano per essere issata su un piccolo paranco approntato da una pianta in cima alle sponde. Tirato su lo zaino libero il capretto e con mio grande stupore vedo che il piccolo non scappa via ma si avvicina e si mette a brucare un piccolo ciuffo d’erba cresciuto tra le rocce, si fa accarezzare senza avere il ben che minimi timore di me anzi quasi sembra apprezzare la mia compagnia! Chissà da quanto tempo era li solo senza cibo…. mi è quasi dispiaciuto lasciarlo li da solo….

Ma torniamo a noi, il canyon continua sempere più verticale, purtroppo mai troppo inforrato ed alcune delle verticali sono facilmente aggirabili seguendo le rive del torrente, fino ad arrivare nella parte finale del canyon dove una grande frana ha modificato per sempre il corso dello stesso. Ci districhiamo tra massi ciclopici usando qua e la qualche sparuto armo che troviamo già posizionato.

La fine della forra è determinata dall’affluenza in riva destra di un altro torrente, guadato durante l’avvicinamento, e dai resti di un improvvisato ponte costruito per i trekker, che il fiume ha deciso di compromettere irreparabilmente.

Ora ci attende una ripida salita, infatti parte del sentiero di uscita qualcosa in comune con quello di avvicinamento, dopo 25 minuti raggiungiamo infatti la grossa cisterna incontrata sul cammino di approccio, imbocchiamo ora in discesa la of road 4×4 per giungere in 15 minuti al parcheggio della taverna e alle auto.

Qui ci attende un abbondante pranzo a base di riso e latte di capra (piatto tipico dell’isola) e capra arrosto (l’incongriuenza di aver salvato un capretto ne torrente per poi mangiarne un altro è venuta in mente a tutti……)

A fine pasto ci dirigiamo verso casa con l’intento di prendere informazioni per poter percorrere il Giali Canyon, forra situata in una zona molto remota dell’isola dove necessita l’ausilio di un 4×4 per accorciare l’avvicinamento e di una barca per poter rientrare perchè non esiste sentiero di uscita pedestre.

Ci rechiamo al porto di …… cittadina in cui siamo arrivati con il traghetto, ma non troviamo riscontro alle nostre richieste e quindi sconsolati ci dirigiamo verso casa…..ma qui l colpo di fortuna, decidiamo di fermarci in un bar lungo la spiaggia per un aperitivo e proprio li incontriamo Mr Petros che non parla altro che il greco , ma grazie all’aiuto della barista riusciamo a capire che Petros è l’uomo che stiamo cercando! Infatti ha una barca e un 4×4!! direi l’uomo giusto al momento giusto!

Ci accordiamo per il giorno seguente perchè poi è previsto un ingrossamento del mare e lui stesso non ci garantisce di riuscire a venirci a prendere.

 

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